Sempre qua 3 aprile 2021
Carissimo/a
non mi sono dimenticato di te, mi sono solo preso una pausa. Ho fatto come i fidanzatini adolescenti:”…chiamo io, o chiama lei?…no, no, chiama lei… ah, io non chiamo… ho la mia dignità…”, poi, è passato un mese… tu non dici niente… e allora mi sono deciso.
Come stai? Come stai trascorrendo questo tempo sospeso tra la fine dell’ottimismo (…”andrà tutto bene” un par di ciufoli…) e l’arrivo dei vaccini? Io comincio a sentirmi un po’ come il sottotenente Drogo sugli spalti della Fortezza Bastiani che scruta l’orizzonte per scorgere l’arrivo dei Vaccini, pardon, dei Tartari…
Spero proprio di avere esagerato, perché, nel romanzo, i Tartari non arrivano mai… Nel frattempo stiamo squadernando tutto il repertorio dell’ Italica Fantasia. Una tra le tante: “…se a fine turno avanzano dosi, saranno somministrate a tutti coloro che saranno disponibili nei paraggi…” … Ora, caro Generale, premesso che ti consiglio vivamente un “look manager” o “curatore dell’immagine” , dato che mi ricordi più il maresciallo di Fureria dei tempi della mia leva, che all’arrivo delle forniture di cucina, faceva scaricare dal camion le cassette di frutta e verdura selezionate, direttamente nel baule della sua macchina, piuttosto che un alto ufficiale, abile stratega e con lo sguardo virilmente teso alla vittoria finale ( …in questi tempi deprimenti una pacca sulla spalla al morale non guasta…), caro Generale, dicevo, il nostro personale sanitario ( quello operativo, non quello televisivo affetto da iperesternazionismo…) ha ampiamente dimostrato grande professionalità e dedizione e, soprattutto, buon senso, con il quale la suddetta procedura di somministrazione a oltranza è stata praticata de facto senza clamore e senza bisogno di un ordine scritto. Sei un generale degli Alpini (italiano) e non dei Coastal Rangers (svedese). Gli Alpini sono un corpo meritorio e meritatamente amatissimo, ma, in Svezia i regolamenti si scrivono perché le persone sappiano cosa fare, qui i regolamenti servono per esercitarsi nel “salto del comma”. Mettendo per iscritto questa semplice norma di buon senso, non pensi che adesso si moltiplicheranno le fiale “avanzate” e anche i gruppi di “escursionisti dei punti vaccinali” che passavano di lì per caso? … figliolo, pensaci…
E comunque queste benedette fiale sono sempre troppo poche… aspettiamo tempi migliori…
Se non fosse per il rischio di inocularci fiale di semplice acqua fresca, dovremmo davvero appaltare a mafia, camorra e ‘ndrangheta, la campagna vaccinale, avremmo il mercato velocemente inondato di fiale (ovviamente a prezzi da amatore…).
…come dici? …ah…lo stanno già facendo… ah si? …e hanno già messo in circolazione fiale di dubbia provenienza e nel migliore dei casi inefficaci?… Ah, l’italico inarrestabile dinamismo!
Un anno fa dicevamo:”… ne usciremo migliori…”. Se quello che vedo è “essere migliori”, allora vuol dire che prima eravamo proprio scarsi, ma parecchio…
Per esempio, questa mattina ero molto soddisfatto, perché avevo appena completato la messa in opera degli irrigatori per il giardino condominiale. La persona che meritoriamente se ne occupa di solito, non poteva farlo, così ho coraggiosamente accettato l’arduo compito. Coraggiosamente, perché temevo il numero spropositato di blasfemie a cui devo ricorrere ogni volta che azzardo un lavoro manuale anche semplice, e questo aveva anche una sua complessità, comportando l’attivazione di “cosi che cosano getti d’acqua in modo misterioso” e per giunta seguendo una loro cronicità (…hanno anche il timer…). Ad ogni modo ero davvero soddisfatto, anzi, sorpreso di aver portato a termine con successo il compito senza nemmeno mai turbare il sonno di Nostro Signore, e stavo lì ad osservare il mio capolavoro ( …giochi d’acqua che neanche a Tivoli..), quando mi viene incontro l’inquilino rompicoglioni (so che ce l’hai anche tu, ce l’abbiamo tutti…) e invece di rivolgermi qualche parola di ringraziamento come mi sarei aspettato, con la solita espressione a “culo di gallina”, se ne esce con:”… bisogna innaffiare molto di più, è tutto secco…”. No, non siamo diventati migliori..
Per fortuna la vita ci regala anche dei momenti di leggerezza. Per combattere il sedere quadrato e il mal di schiena, adesso non faccio più le “ripetute” sulle scale, ma prendo la “mezz’ora d’aria”, cammino sempre in linea per un quarto d’ora e quando suona la sveglia torno indietro. Cosi posso gustarmi lo spettacolo della natura che si risveglia, vedo le piccole nutrie che pascolano sulle ripe del fosso amorevolmente guardate dalle madri e i giovani anatroccoli che sguazzano nel fosso (…è vero, il fosso è una cloaca, ma quello abbiamo…). Stavo appunto passando nel parchetto quando ho assistito a questa scena: un bambino guardava verso i rami di un albero, tra i quali campeggiava un drone intrappolato, guardando meglio, tra i rami c’era anche una scarpa, inutilmente lanciata nel tentativo di far ridiscendere il drone. Mi sono allontanato, mentre l’altra scarpa stava già cercando di raggiungere la sorella appollaiata tra i rami. Se il buon Schultz fosse ancora vivo, l’albero mangia-aquiloni di Charlie Brown si ciberebbe di droni.
Oggi l’ho fatta un po’ lunga e non so quando ci risentiremo, ma sicuramente capiterà di nuovo.
Concludo facendoti veramente tanti auguri di Buona Pasqua e, come al solito Buona Vita!😊

Urrà, sempre ironico, più che mai !!!!!